Se vuoi mantenere in salute il tuo corpo, mangiare sano non è sufficiente. Quest’ultimo ha bisogno di praticare anche dell’attività fisica costante: ma camminare veloce sarà sufficiente per dimagrire? O bisogna tassativamente andare in palestra?

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Scopriamo assieme i benefici della camminata e cosa succede al nostro organismo se la pratichiamo con costanza.

Camminare veloce per dimagrire

Il movimento, se fatto correttamente, è una delle modalità più impattanti sia per la salute ma anche per la composizione corporea. Muoversi, dunque, significa agire in maniera specifica sul nostro dimagrimento.

Nella fattispecie, la camminata è una delle modalità cardio migliori per:

  • restare in salute,
  • ottenere un reale dimagrimento,

A differenza della palestra, la camminata è una forma di esercizio fisico che va bene per qualsiasi soggetto e per qualsiasi età. Praticarla giornalmente significa donare dei grandi benefici all’organismo.

La camminata, inoltre, è una di quelle modalità cardio che non va a creare interferenze con l’allenamento con i pesi.

Come si quantifica il consumo calorico della camminata

Ma quanto si può dimagrire grazie alla camminata?

È possibile fare un rapido calcolo delle calorie consumate nel seguente modo: 0,5 kcal * il nostro peso * i km percorsi.

Ecco un esempio pratico: una ragazza di 60 kg che cammina per 8 km  consumerà all’incirca 240 kcal.

Ma se cammino velocemente consumerò più calorie?

Giustamente, la domanda sorge spontanea: “ma camminare veloce mi farà dimagrire di più?”. La risposta corretta a questo quesito è “no” e ti spieghiamo subito il perché.

Camminare più velocemente ti permette di aumentare il consumo calorico, ma bisogna anche tenere conto che, così facendo, si impiegherà molto meno tempo per percorrere quello stesso tragitto.

Per cui, le due cose si vanno a compensare e il consumo calorico totale rimarrà il medesimo.

Possiamo quindi affermare che due persone a parità di peso e km, a prescindere dalla velocità impiegata, andranno a consumare le stesse kcal.

Nella camminata, quello che va a impattare di più di tutto, sono i chili del soggetto e i chilometri percorsi, non di certo la velocità.

Il ruolo della frequenza cardiaca nella camminata

Quando si parla di camminata e dunque di attività aerobica, bisogna tenere conto anche della frequenza cardiaca del soggetto.

Una persona particolarmente allenata che decide di camminare avrà i battiti, a differenza di chi invece non lo è, piuttosto bassi.

E quindi quali sono le differenze in termini di consumi calorici tra una persona allenata e una, invece, non abituata all’allenamento fisico?

Quando si pratica dell’attività cardio, la frequenza cardiaca non è così tanto determinante sul consumo calorico. Come abbiamo già ribadito, i dati da tenere in considerazione sono: il peso e la lunghezza del percorso fatto.

Piuttosto, la frequenza cardiaca è un parametro molto interessante per comprendere i substrati energetici che stiamo utilizzando durante il movimento.

I substrati energetici

Un substrato energetico è una sostanza che la cellula o l’organismo utilizza per produrre energia. Quest’ultima è fondamentale perché, altrimenti, il corpo non avrebbe abbastanza forza per svolgere anche le più banali attività quotidiane.

Generalmente, il glucosio rappresenta il principale substrato energetico dell’organismo.

Quando si pratica dell’attività fisica, il substrato energetico principale (zona 1 o 2) che andiamo a utilizzare per lo sforzo compiuto sarà un mix tra grassi e carboidrati.

Al contrario, se con degli allenamenti molto intensi entriamo in zona 4 o 5 – quindi con una frequenza cardiaca molto alta – andremo più su un substrato glucidico. Dunque, in questo caso, i carboidrati saranno il carburante principale.

Per cui, la frequenza cardiaca ci dice soltanto qual è il metabolismo energetico maggiormente attivato in quel determinato sforzo.

I sistemi energetici sono sempre attivi. Non si può “spegnere” il metabolismo glucidico piuttosto che quello lipidico: è sempre un mix di carburanti che però variano in base all’intensità.

Camminare veloce per dimagrire: conviene?

La camminata veloce non apporta nulla di più rispetto a una normale camminata, ma non solo. Potrebbe addirittura inficiare lo stesso dimagrimento perché camminare veloce ha un effetto collaterale: aumenta la fatica percepita.

Se non sei uno sportivo, camminare velocemente potrebbe stancarti parecchio. In buona sostanza, rischieresti di camminare molto meno per via della fatica.

Per cui, ribadiamo, sono molto più importanti i km percorsi durante la settimana piuttosto che la velocità utilizzata.

Saper gestire bene il movimento è fondamentale, soprattutto in un’ottica settimanale e mensile perché questi, alla fine, sono i dati che contano.

Per cui, basati non sulla singola sessione ma sulla media dei sette o trenta giorni.

I vantaggi di camminare con una zavorra di 10 o 20 kg

Se però vuoi provare a consumare più kcal mentre cammini, esiste “un metodo” davvero efficace. Indossa una zavorra da almeno 10 kg e inizia il tuo percorso: il costo energetico aumenterà moltissimo.

E qui si ripete quanto già detto, ovvero, per dimagrire ci si basa solamente su due dati principali: chili e chilometri.

Dovrai però essere in grado di creare un buon equilibrio tra fatica e chilometri da percorre.

Camminare velocemente per dimagrire? No, meglio la salita!

Abbandona l’idea di dover camminare velocemente per dimagrire. Piuttosto, valuta la camminata in salita. Questa tipologia di camminata, effettivamente, aumenta i consumi calorici e da una buona risposta muscolare.

Camminare in salita è un’attività fisica rilevante se il tuo obiettivo è quello di dimagrire.

Mangiare sano non è sufficiente

Mangiare sano dovrebbe essere l’obiettivo di tutti noi. Tuttavia, non è sufficiente. Il nostro corpo, per rimanere in salute, ha bisogno di muoversi ogni giorno. Questo ti permetterà di avere una buona composizione corporea, una buona salute cardiovascolare e una buona salute mentale.

Il vero cambiamento, quindi, è una visione più olistica dove tutti i tasselli devono essere in sinergia tra loro e funzionare correttamente. Ragionare in un’ottica multifattoriale è l’unico segreto per ottenere degli ottimi risultati.

Le esigenze fisiche e psicologiche non devono essere sottovalutate.