I benefici per chi pratica attività fisica o “workout” se vogliamo stare al passo con i tempi, non sono solamente legati alla sfera estetica.


Fare dell’attività fisica significa apportare dei benefici anche al tuo cervello.
Ricorda, Mens sana in corpore sano (capoverso dalle Satire di Giovenale).
Perché fare attività fisica
Questo articolo vuole essere tutto fuorché banale. Tutti noi conosciamo quanto sia importante l’attività fisica e non vogliamo ripetere dei concetti già ampiamenti trattati. Piuttosto, desideriamo arricchire le tue conoscenze con ulteriori approfondimenti.
Partiamo da una certezza: lo sport fa bene al cuore, ai mitocondri, ai vasi sanguigni, alla pressione, ai muscoli, alle ossa e al sistema endocrino. Nel complesso, dunque, lo sport rafforza l’intero organismo.
Inoltre, negli ultimi anni, sono emerse delle ricerche estremamente interessanti, le quali indicano quanto l’allenamento fisico dia dei risultati diretti anche sulla biologia del nostro cervello.
Cosa succedere al cervello quando si pratica una costante attività fisica?
I benefici che si ottengono praticando attività fisica sono infiniti, ma, soprattutto, il cervello ne trova giovamento. Del resto, quest’ultima viene definita anche “una potente medicina anti-invecchiamento”.
Vascolarizzazione e ossigenazione del cervello: questo è il primo punto su cui vogliamo focalizzarci. Sappiamo benissimo che, per mantenere in salute il cervello, l’ossigenazione di quest’ultimo è fondamentale. Tanti dei danni cerebrali che incorrono con l’età sono proprio legati a deficit vascolari e di ossigenazione.
L’allenamento fisico stimola i fattori di crescita che sono fondamentali per la rigenerazione dei neuroni che, come è normale che sia, con il tempo, si danneggiano. Ma, allenarsi con costanza, è utile anche per il “rafforzamento delle connessioni” tra gli stessi neuroni.
Altro beneficio importantissimo riguarda il bilanciamento della produzione dei neurotrasmettitori. Esistono tantissime ricerche che indicano come l’attività fisica sia in grado di bilanciare correttamente la produzione di serotonina, dopamina, GABA e tanti altri neurotrasmettitori minori.
Il quarto e ultimo punto che vogliamo approfondire, riguarda una ottimizzazione della produzione ormonale. Anch’essa, come verificato dai tanti studi fatti, agisce positivamente sul nostro cervello.
Come può l’attività fisica favorire il benessere psicologico di chi la pratica
L’attività fisica viene spesso associata alla salute mentale e, questo, non è di certo un caso: praticare dell’allenamento costante fa bene anche, e soprattutto, al nostro cervello.
Fare attività fisica, dunque, è un gesto di cura e prevenzione.
Gli stessi studi clinici affermano come il work out, per molti disturbi psichici e fisici, possa essere un vero toccasana. In particolare, in questi casi, vengono consigliate tutte quelle attività aerobiche (come per esempio la corsa, le camminate veloci, il nuoto, la bicicletta ecc…) perché sono in grado di produrre una splendida azione protettiva per il nostro cervello, ma anche per gli altri tessuti nervosi presenti in tutto il nostro corpo.
Il benessere psicologico deriva dallo stimolo di un importante fattore di crescita nervoso: il BDNF, ovvero, il fattore neurotrofico cerebrale. Una sostanza che è al centro di molte ricerche scientifiche per via delle sue proprietà neuro-protettive e neurotrophic.
Inoltre, il BDNF si occupa anche della plasticità cerebrale, ovvero, la capacità di creare nuove connessioni, in particolare, nell’area dell’ippocampo.
Il BDNF aumenta sia durante l’attività fisica intensa, ma anche se viviamo in un ambiente ricco di stimoli.
Quando andiamo a camminare o a nuotare, inconsapevolmente, attiviamo moltissimi centri nervosi, ma anche la corteccia motoria, il cervelletto, il setto e il mesencefalo (una struttura che fa parte del tronco encefalico).
Si attiva, dunque, a livello centrale, la produzione di alcuni neurotrasmettitori come la acetilcolina e la serotonina. A livello muscolare, invece, si producono: IGF1 (conosciuto anche con il nome di somatomedina) e anandamide. Due sostanze neuro-attive che stimolano a loro volta il tessuto nervoso del cervello.
L’anandamide, prodotta dai muscoli, supera facilmente la barriera emato-encefalica e raggiunge velocemente il cervello.
Importantissima è anche l’efficacia antinfiammatoria di alcuni tipi specifici di attività fisica.
Dalla psico neuroendocrino immunologia (PNEI) sappiamo, infatti, che l’infiammazione ha una parte molto importante nella genesi di alcuni disturbi psichiatrici (depressione, ansia, bipolarità). Durante la pratica dell’attività fisica si producono, mediante i muscoli, delle specifiche citochine chiamate miochine. Quest’ultime fanno parte della cascata dell’infiammazione ma che, partendo dall’interleuchina 6 (una proteina), generano una sequenza parallela fatta di citochine con funzione anti-infiammatoria.
Quindi, praticando una moderata attività fisica si genereranno delle conseguenze protettive sul nostro sistema nervoso e, di conseguenza, sulla nostra mente. Gli aspetti positivi si ottengono anche a livello centrale con l’aumento di produzione del BDNF e a livello periferico con adrenalina e interleuchina 6.
Il ruolo dell’attività fisica in caso di patologie gravi
Non è un caso se, in determinate situazioni cliniche, l’esercizio fisico viene considerato quasi al pari di una terapia farmacologica. Per fare un esempio, in caso di depressione, l’esercizio fisico aiuta moltissimo. Dopo che il paziente, mediante l’utilizzo di determinati farmaci, avrà superato il momento acuto della patologia, praticare dell’attività fisica sarà, per lui, la scelta migliore.
Più in generale, muoversi in maniera metodica e regolare – e molti studi lo dimostrano – incrementa notevolmente le abilità cognitive e attenua i deficit motori. In patologie come l’Alzheimer, praticare attività fisica, significa rallentare gli effetti della malattia sul malato.
Dunque, possiamo affermare che l’allenamento fisico è davvero un ingrediente fondamentale nella nostra vita. Al di là, ripetiamo, dell’aspetto fisico che rimane un gusto assolutamente personale e soggettivo, l’attività fisica ti permette di avere una migliore qualità di vita.
Inoltre, anche la tua salute mentale ne troverà giovamento.
Allenarsi in maniera scientifica
L’allenamento fisico, però, deve essere fatto in maniera scientifica. Esistono dei criteri scientifici che servono per definire una metodologia d’allenamento. È importante capire quali sono gli ingredienti e le variabili da inserire all’interno di un piano di allenamento: solo così sarà possibile ottenere una risposta il più efficace ed efficiente possibile.
Questo è un tema tanto affascinante quanto poco conosciuto.
È una tematica molto ampia e avremo sicuramente modo di approfondirla all’interno di un articolo specifico.
Ti anticipiamo solo poche nozioni. Allenarsi in maniera scientifica significa, tra le tante cose, comprendere quali sono, per esempio, i sistemi energetici che vengono utilizzati nei diversi sport e come sollecitarli. Ma anche il rapporto tra volume e intensità di allenamento.
Conoscenze particolarissime che, se messe in pratica, possono produrre degli ottimi risultati: non solo per modellare il tuo corpo, ma, soprattutto, per costruire il tuo cervello.
