In questo contenuto ci focalizzeremo su come avviene la trasmissione, da persona a persona, del vaiolo delle scimmie.


Tratteremo, dunque, le varie forme di contagio ma anche la differenza tra questa malattia e il Covid-19.
Cos’è il vaiolo delle scimmie?
Abbiamo già parlato a lungo del vaiolo delle scimmie spiegando che cos’è, la situazione attuale nel mondo, ma soprattutto del suo epicentro africano nella Repubblica Democratica del Congo.
Il vaiolo delle scimmie è una malattia infettiva che provoca dapprima febbre e stanchezza per poi trasformarsi in vere e proprie lesioni (bolle rosse) coinvolgendo gran parte del corpo.
La principale forma di contagio del vaiolo delle scimmie
Dunque, dopo aver studiato i dati in nostro possesso, così come l’andamento della malattia, possiamo affermare che la via di trasmissione attraverso l’attività sessuale rappresenta il principale meccanismo di contagio da soggetto a soggetto.
Questo viene confermato dall’attuale incremento di casi registrati nella Repubblica Democratica del Congo e in alcuni Paesi dell’Africa subsahariana confinanti con quest’ultima.
Inoltre, non dobbiamo dimenticare che già una prima ondata dell’epidemia si verificò, su larga scala, tra il 2022 e il 2023 (ceppo 2B).
Il contagio tramite via respiratoria
Il virus può essere trasmesso anche per via respiratoria. Tuttavia, attualmente, questo meccanismo di trasmissione non è ancora chiaro.
Per lo meno, non si conosce il pericolo di questa forma di contagio e di quanto essa possa contribuire su scala globale.
Il contagio attraverso il contatto con oggetti infetti
Altra forma comune di contagio è quella del contatto diretto con oggetti, suppellettili o superfici contaminati. Un esempio potrebbero essere: la biancheria, gli asciugamani, le lenzuola, ma anche i dispositivi elettronici entrati in contatto con la persona infetta.
Virus isolato nel liquido seminale
Il virus è stato riscontrato anche all’interno del liquido seminale.
Anche in questo caso, al momento, non è ancora chiaro quanto la trasmissione per via sessuale, cioè attraverso il liquido seminale o secrezione vaginale, contribuisca alla diffusione stessa del virus.
Facciamo però chiarezza: questo non deve essere confuso con il contatto stretto, intimo e ravvicinato che due persone hanno durante un rapporto sessuale. Quest’ultimo, come già ampiamente spiegato, rappresenta il principale meccanismo di trasmissione del virus.
Liquido seminale e rapporto sessuale sono due cose ben distinte.
Differenze tra i metodi di trasmissione del Covid-19 e quello del vaiolo delle scimmie
Il Covid-19 è una malattia che si trasmette, prevalentemente, per via respiratoria. Ciò avviene attraverso l’inalazione di droplets o particelle di areosol (goccioline nell’aria) infetti.
Il vaiolo delle scimmie, invece, si trasmette da persona a persona attraverso il contatto stretto e ravvicinato con le stesse lesioni cutanee o mucose di un soggetto infetto (es. rapporto sessuale).
Siamo dunque difronte a due forme di contagio completamente diverse.
Il vaiolo delle scimmie: una malattia di origine zoonotica
Il vaiolo delle scimmie è una malattia di origine zoonotica, dunque, la trasmissione è possibile a partire da animali infetti. Morsi, graffi o esposizione a fluidi corporei durante la lavorazione delle pelli o durante la preparazione o consumo di selvaggina, sono anch’esse delle forme di contagio che possono contribuire alla diffusione del virus.
Non sono coinvolte solo le scimmie. Anche alcune specie di roditori sono risultati suscettibili all’infezione e, anch’essi, potrebbero giocare un ruolo determinante in quella che è la trasmissione e lo stesso mantenimento dell’infezione in natura.
Come contenere l’espansione del virus?
Il Covid-19 ci insegna che, oltre ovviamente a curare i malati, per debellare un virus bisogna isolare quanto più in fretta possibile i soggetti infetti. Solo così sarà possibile ridurre l’espansione del virus.
Nella fattispecie del virus del vaiolo delle scimmie è importante comunicare fin da subito quanto sia fondamentale evitare i contatti stretti e ravvicinati con i soggetti con infezione attiva e confermata. Così come in caso di sintomi sospetti.
La prima forma di prevenzione, per evitare una espansione massiva del virus, sarà proprio quella di evitare contatti fisici tra persone.
Evitiamo anche di toccare oggetti o superfici contaminate qualora avessimo il minimo dubbio.
Il ruolo dei vaccini
Quando si parla di vaccini si apre inevitabilmente una sorta di polemica “velata” tra chi è contrario e chi, invece, è favorevole.
Conoscere la Medicina non si schiera con nessuna “fazione”, piuttosto, si occupa di comunicare un fatto di carattere medico-scientifico.
Per quanto riguarda il vaiolo delle scimmie, sono già disponibili dei vaccini efficaci contro tutti i clades (ceppi) e vengono somministrati sia per interrompere la catena di trasmissione ma anche per prevenire il rischio di malattia grave.
Tuttavia, ad oggi, non è consigliata la vaccinazione di massa. Piuttosto, la si consiglia a tutti quei soggetti considerati a rischio, quali:
- persone che son state a contatto con soggetti infetti (da somministrare però entro 4 giorni),
- persone con molteplici partner sessuali,
- operatori sanitari di laboratorio e dunque esposti al virus,
- bambini,
- donne in gravidanza,
- soggetti immuno compromessi,
Dunque, come per qualsiasi altro virus, viene sempre consigliato il buon senso e il rispetto verso il prossimo: se sappiamo di aver contratto il virus evitiamo qualsiasi forma di vita sociale così come i rapporti sessuali.
