Nella Repubblica Democratica del Congo è in atto un’epidemia di vaiolo delle scimmie (MPOX) e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha deciso di dichiarare tale situazione un’emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale.


In questo articolo non solo ti racconteremo questo virus, ma soprattutto analizzeremo la situazione attuale nel mondo: dal suo epicentro africano alla diffusione in Europa.
- Cos’è il vaiolo delle scimmie?
- L’epidemia del vaiolo delle scimmie nel 2022-2023
- I sintomi provocati dal vaiolo delle scimmie
- Le complicazioni causate dalla malattia
- La diffusione del vaiolo delle scimmie oggi
- Il primo caso in vaiolo delle scimmie in Europa
- Come ridurre il contagio e la diffusione
- Non facciamoci prendere dal panico inutilmente
Cos’è il vaiolo delle scimmie?
Il vaiolo delle scimmie, conosciuto anche con il nome di “Monkey Pox” o MPOX, è una malattia virale che rappresenta, ad oggi, un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale.
L’epidemia del vaiolo delle scimmie nel 2022-2023
Il timore è umano e comprensibile, però è altrettanto importante ponderare molto bene le notizie che ci vengono fornite. Non dobbiamo vivere nel terrore così come non dobbiamo sottovalutare la situazione africana.
Già nel 2022 e 2023 si verificò una epidemia di vaiolo delle scimmie e anche in quel caso l’OMS aveva dichiarato l’emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale. Tale emergenza è stata poi dichiarata finita, ufficialmente, nel maggio del 2023.
Questo lo specifichiamo perché tale patologia non è una cosa nuova, anzi, la si conosce molto bene nella sua sintomatologia. Di conseguenza, gli strumenti necessari per contenere la sua diffusione sono già in mano agli esperti. Un punto, questo, completamente diverso rispetto a quello che fu per il Covid-19.
I sintomi provocati dal vaiolo delle scimmie
Il vaiolo delle scimmie provoca – quantomeno all’inizio – dei sintomi molto simili a quelli dell’influenza, quindi: febbre, mal di testa, mal di schiena, dolori muscolari, stanchezza profonda, malessere generale e ingrossamento dei linfonodi.
Il vaiolo delle scimmie si riconosce abbastanza bene perché, successivamente, compaiono delle bolle rosse molto simili a quelle causate dalla varicella. Quest’ultime compaiono in svariate zone del corpo: contorni della bocca, braccia, piante dei piedi, gambe e palmi delle mani.
L’eruzione cutanea (chiamata anche lesione) è un insieme di tante piccole macchie piatte o leggermente rialzate (macule o papule) che, successivamente, diventano delle vescicole (bolle piene di liquido trasparente) che si trasformano poi in pustole (bolle contenenti del liquido giallastro). Solo in un secondo momento, diventano croste che cadono da sole.
Queste lesioni non solo compaiono sulla pelle, ma possono formarsi anche sulle mucose (per esempio all’interno della bocca, nell’area genitale e anorettale).
La pelle, per guarire completamente, avrà bisogno di almeno 3 o 4 settimane.
Ricordiamoci però che esistono dei soggetti maggiormente a rischio rispetto ad altri, quali: donne in gravidanza, bambini e tutti coloro che hanno un sistema immunitario debole.
Le complicazioni causate dalla malattia
Il vaiolo delle scimmie, in alcuni casi, purtroppo, provoca anche delle complicanze: la più comune è l’infezione batterica secondaria, la quale può sovrapporsi al virus già contratto. Quest’ultima, a sua volta, produce ulteriori manifestazioni purulenti fino alla formazione di ascessi sulla pelle o nei tessuti molli sottostanti.
La diffusione del vaiolo delle scimmie oggi
Il vaiolo delle scimmie è stato rilevato in 13 paesi, Italia inclusa, ma quella che dobbiamo tenere ben monitorata è la situazione attuale che ha duramente colpito la Repubblica Democratica del Congo, epicentro dell’epidemia.
Sono più di 15.000 i casi compatibili con la malattia e oltre 500 i decessi. Questo bollettino riguarda solamente la prima metà di quest’anno.
Medici senza Frontiere riporta invece che da metà giugno a inizio agosto 2024 sono stati 1159 i pazienti che hanno avuto bisogno di assistenza medica. Di questo numero dobbiamo poi tenere conto che circa 400 pazienti hanno presentato un quadro clinico particolarmente grave.
Quello che però preoccupa sono i circa 100 casi di un nuovo ceppo del virus, il Clade 1B, registrati in quattro Paesi che non avevano mai riscontrato casi di vaiolo delle scimmie, ovvero: Burundi, Kenya, Rwanda e Uganda.
Una variante che, rispetto al Clade 2, sembra causare una malattia ben più grave.
Tuttavia, gli esperti ci invitano a non farci prendere dal panico perché, a differenza di quanto già successe con il Covid-19, non ci sono i presupposti per allarmarci. Inoltre, ti ricordiamo che per il vaiolo delle scimmie esistono già i vaccini così come una cura farmacologica in grado di debellare la malattia.
Il primo caso in vaiolo delle scimmie in Europa
Il 15 agosto 2024 è stato registrato in Svezia il primo caso di vaiolo delle scimmie in Europa. Dopo soli pochi giorni, il 19 agosto, si è riscontrato un secondo caso in Spagna.
Si tratta della variante Clade 1B: ritenuta più pericolosa in quanto è stata appurata la sua maggiore virulenza rispetto alle forme precedenti. La sua mortalità si aggira tra il 4 e il 10%.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, altri casi potrebbero presto essere confermati in Europa e, per questo motivo, tale virus è stato decretato come un’emergenza sanitaria di rilevanza internazionale.
Anche il centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ECDC, raccomanda di rafforzare la preparazione perché è molto probabile che si verifichino altri casi di vaiolo delle scimmie.
Al contempo, le comunicazioni scientifiche ufficiali ci comunicano che la probabilità di una trasmissione massiva in Europa è molto bassa. Ovviamente, però, è di estrema importanza che tutti i casi importati in Europa vengano diagnosticati tempestivamente e isolati fin dai primi sintomi. E, se necessario, applicare misure di controllo.
Come ridurre il contagio e la diffusione
Il primo passo da compiere, lo stesso che fu per il Covid-19, è quello di lavarsi molto spesso le mani con acqua e sapone o con un gel a base alcolica.
Il secondo punto molto importante da tenere a mente è quello di praticare dell’attività sessuale consapevole utilizzando tutte le precauzioni disponibili.
Dopodiché, sarà bene evitare anche i contatti ravvicinati (mai meno di un metro). Ricorda, inoltre, di non toccare a mani nude vestiti e asciugamani potenzialmente infetti.
Non facciamoci prendere dal panico inutilmente
Documentarsi sul virus è importante, così come rimanere aggiornati sullo stato epidemiologico attuale. Tuttavia, non dobbiamo vivere nella paura o paragonare il vaiolo delle scimmie con l’epidemia da Covid-19 perché, come abbiamo visto, sono due situazioni ben diverse.
