Nell’approfondimento che segue parleremo della dieta chetogenica, un particolare regime alimentare molto in voga negli ultimi tempi. Ma in cosa consiste questa dieta? È “pericolosa”?


Te lo raccontiamo noi nei prossimi paragrafi.
- Che cos’è la dieta chetogenica
- Le dosi giornaliere in una dieta chetogenica
- Come si inizia una dieta chetogenica
- Dieta miracolosa?
- Le strategie della dieta chetogenica
- Possiamo vivere senza glucosio?
- E se il nostro corpo non dispone di una quantità adeguata di glucosio?
- Il ruolo dei carboidrati nella dieta chetogenica
- Ma cosa avviene nella dieta chetogenica?
- Come nasce la dieta chetogenica
- L’efficacia della dieta chetogenica
- Cosa ci dicono le ricerche scientifiche
- E per i tumori?
- I rischi della dieta chetogenica
- Le controindicazioni della dieta chetogenica
- Vittimi del marketing?
Che cos’è la dieta chetogenica
La dieta chetogenica prevede un regime alimentare ad alto contenuto di grassi, a medio contenuto di proteine, mentre, i carboidrati consentiti sono pochissimi.
La dieta chetogenica è volutamente sbilanciata nella sua struttura e necessita della supervisione di un nutrizionista o dietologo. Evita il “fai da te”.
Le dosi giornaliere in una dieta chetogenica
L’assunzione dei carboidrati giornalieri oscilla tra i 25 e i 50 gr. Le proteine devono intendersi tra 1-1,5 grammi per ogni chilo corporeo del paziente, mentre, tutto il resto sono grassi.
Si parte dal fabbisogno calorico del soggetto e se ne elimina una quota per impostare un deficit calorico. Si allocano le calorie dei 20-50 gr di carboidrati (frutta e verdura), si prosegue con quelle destinate alle proteine (carne e pesce) e le calorie che rimangono si assegnano ai lipidi (uova, latticini e frutta secca).
Facciamo un esempio. Una mela può arrivare a pesare anche 150 gr e apporta circa 15 gr di carboidrati, essenzialmente sotto forma di zuccheri. Senza troppi giri di parole, con una singola mela si ha quasi raggiunto la soglia giornaliera di carboidrati.
Come si inizia una dieta chetogenica
L’inizio è molto impegnativo e ogni figura professionale suggerisce il proprio schema. In alcuni casi specifici, addirittura, si prevede un ricovero ospedaliero.
Tuttavia, è consigliato attuare un periodo di transizione dalla dieta normale a quella chetogenica.
Si parte dai carboidrati riducendoli a circa 200 gr al giorno e, dopo una fase che dura una o due settimane, si può passare ai dosaggi corretti.
Tieni presente che il corpo impiega circa due settimane – o poco meno – per adattarsi completamente.
Dieta miracolosa?
Vogliamo specificare una cosa importante. La dieta chetogenica non fa perdere peso in quanto regime alimentare miracoloso. Non ha alcun tipo di vantaggio rispetto alle altre diete. Piuttosto, come per una qualsiasi altra dieta, le calorie che introduciamo all’interno del nostro corpo sono inferiori rispetto al fabbisogno giornaliero (deficit calorico) e, di conseguenza, si perdono chili.
Se non si stabilisce un corretto deficit calorico, anziché dimagrire, i chili aumenteranno.
Le attuali evidenze scientifiche hanno confermato i rischi sul breve periodo, così come le incertezze per tempistiche più lunghe.
Le strategie della dieta chetogenica
Questo regime alimentare mette in pratica una strategia: la minima assunzione di carboidrati causa un aumento dei livelli dei corpi chetonici.
I grassi, che sono la maggior parte delle calorie assunte nella dieta chetogenica, serviranno per la produzione di energia che, a sua volta, è necessaria per sostenere i diversi organi del corpo.
Per far ciò, i grassi devono essere convertiti in Acetil-coenzima A (Acetil-CoA) e, per “compiere l’impresa”, questa molecola ha bisogno anche di un supporto da parte dell’acido ossalacetico.
L’acido ossalacetico si ricava dai carboidrati e dalle proteine.
Possiamo vivere senza glucosio?
L’organismo umano non può vivere senza glucosio (una tipologia di zucchero): possiamo non mangiarlo ma dobbiamo averlo nel nostro sangue.
Svariati organi hanno bisogno di quest’ultimo per poter funzionare. Alcuni esempi sono i globuli rossi, alcune zone del rene e il cervello.
Un corpo senza zucchero non può fare altro che svenire.
Il glucosio è talmente importante per la nostra sopravvivenza che, all’interno del fegato, è presente una piccola scorta nel caso in cui quest’ultimo dovesse scarseggiare. Questa “riserva” è chiamata glicogeno e, una volta terminata, il corpo tenderà a produrre altro glucosio.
Questo meccanismo prende il nome di gluconeogenesi.
E se il nostro corpo non dispone di una quantità adeguata di glucosio?
Il nostro corpo, per funzionare correttamente, deve poter avere in circolo una corretta quantità di glucosio.
Quando il glucosio nel sangue cala, interviene il pancreas che, a sua volta, “spara” – letteralmente – nelle vene una sostanza chiamata glucagone. Quest’ultima entra nel fegato e inizia a produrre il glucosio necessario al fine di nutrire gli organi che ne hanno bisogno.
Il ruolo dei carboidrati nella dieta chetogenica
I carboidrati, dopo essere stati metabolizzati, possono diventare glucosio. Lo stesso glicerolo derivato dai grassi può “trasformarsi” e diventare glucosio. Così come alcuni aminoacidi contenuti nelle proteine.
Il glucosio, attraverso un processo chiamato glicolisi, può diventare piruvato che, a sua volta, può essere trasformato in acido ossalacetico.
Ma cosa avviene nella dieta chetogenica?
Assumendo limitate quantità di glucosio ed elevate quantità di grassi, non ci sarà abbastanza piruvato rispetto a tutto l’Acetil-CoA che, invece, tenderà ad accumularsi in grandi quantità.
Ma c’è una soluzione anche per questo. Ovvero, la produzione dei corpi chetonici a livello del fegato:
- acetoacetato,
- beta idrossibutirrato,
- acetone,
Questi corpi chetonici li potremmo considerare come vere e proprie “bombe di energia” utilizzabili dai diversi organi, incluso il cervello.
Semplificando, possiamo affermare che: i corpi chetonici rappresentano una vera e propria strategia intelligente di razionalizzazione delle risorse disponibili.
Utilizzando i corpi chetonici, il nostro corpo salvaguarda il poco glucosio disponibile che abbiamo, dirottandolo a quelle cellule che possono utilizzare solo quest’ultimo per produrre energia (globuli rossi).
Come nasce la dieta chetogenica
In origine, la dieta chetogenica nasceva come un possibile trattamento per le epilessie. Infatti, la necessità di produrre corpi chetonici serviva per ridurre la comparsa delle crisi epilettiche. E, gli studi scientifici redatti, hanno confermato, in tal senso, la sua efficacia.
Negli ultimi anni si è pensato che questa strategia alimentare potesse essere utile anche per la perdita di peso. Nella dieta chetogenica, assumendo pochissimi carboidrati, i livelli dell’ormone insulina saranno molto bassi, mentre, il tessuto adiposo anziché accumulare grasso, lo brucia o lo espelle.
Addirittura, si è pensato alla dieta chetogenica per trattare patologie come il diabete o i tumori.
L’efficacia della dieta chetogenica
La dieta chetogenica è sicuramente efficace nel perdere peso. Ma non solo: è utile anche per migliore alcuni parametri antropomedici come il girovita.
Cosa ci dicono le ricerche scientifiche
La letteratura scientifica è fondamentale. Ci serve per valutare, nel tempo, i benefici di un qualsiasi trattamento. Per cui, anche per quanto concerne la dieta chetogenica, sarà molto importante studiare i casi scientifici – così come le ricerche – al fine di riuscire a comprendere tutti i pro e i contro.
PubMed ci riferisce, infatti, che sì il peso scende, ma, allo stesso tempo, si riscontra anche un aumento del colesterolo LDL (quello cattivo). Solo in alcuni casi si è riscontrato anche un aumento del colesterolo HDL (quello buono). Tuttavia, non si sa se la dieta chetogenica sia più protettiva o più dannosa.
La dieta chetogenica, per sua natura, tende ad aumentare anche la apolipoproteina B. Quest’ultima è coinvolta nella formazione delle placche vascolari e, quindi, negli infarti.
Inoltre, la letteratura scientifica afferma che questo regime alimentare non è suggerito a chi pratica sport regolarmente perché avviene anche una perdita circa la massa muscolare.
Sui pazienti diabetici sembrerebbe essere efficace: sia per quanto riguarda la perdita di peso, ma anche per quanto concerne il controllo della glicemia. Questo soprattutto nel primo anno.
Tuttavia, per mantenere e migliorare il controllo glicemico non è necessario fare una dieta chetogenica. Piuttosto, sarà importante valutare un regime alimentare che prevede un’assunzione limitata dei carboidrati. Anzi, questa scelta produrrebbe anche dei miglioramenti per quelli che sono i livelli di colesterolo.
E per i tumori?
È pensiero comune affermare che “i tumori sono ingordi di zuccheri e, quindi, la dieta chetogenica dovrebbe riuscire a distruggerli”.
Ma qual è la verità?
A livello preclinico esistono degli indizi di potenziale utilità, ma a livello clinico, invece, le attuali evidenze non sostengono affatto questo concetto e le motivazioni sono le seguenti:
- Lo zucchero nel sangue ci deve essere per forza e, anche se noi non mangiamo carboidrati, la gluconeogenesi produce comunque glucosio. Non dimentichiamoci nemmeno degli aminoacidi delle proteine e il glicerolo presente nei grassi.
- Lo zucchero è solo una delle numerose sostanze che consumano i tumori. Quest’ultimi, infatti, utilizzano anche alcuni tipi di grassi e di aminoacidi.
- La dieta chetogenica, per alcuni tumori, non solo è inutile ma è anche potenzialmente pericolosa perché potrebbe stimolarne la crescita (alcuni tipi di melanomi).
Abbiamo voluto approfondire il binomio tumori-dieta chetogenica perché è importante, prima di saltare a delle conclusioni, basarsi su delle fonti attendibili, ma soprattutto scientifiche. E, al momento, mancano delle certezze assolute.
Certamente la dieta chetogenica dispone di alcuni dati di efficacia a suo sostegno, ma rimangono comunque piuttosto limitati e modesti. Sarà dunque importante non farsi travolgere dal furbissimo marketing che invade, ormai, i social.
I rischi della dieta chetogenica
I benefici di questa dieta, se ci limitiamo alla perdita di peso, effettivamente ci sono. Soprattutto sul raggio 12-24 mesi.
Tuttavia, gli stessi medici manifestano una serie di preoccupazioni per tutti quei pazienti che continuano a scegliere questo regime alimentare per oltre due anni consecutivi.
Nella dieta chetogenica non vengono consumati cereali o legumi in quantità significative e anche la frutta e alcuni tipi di verdure possono essere fortemente limitate.
I cereali, soprattutto quelli integrali, così come i legumi con le loro fibre, svolgono un ruolo importantissimo per il nostro organismo: riescono ad aumentare notevolmente l’aspettativa di vita e a ridurre l’incidenza di infarti, ictus, tumori e diabete. Lo stesso discorso lo possiamo applicare per la frutta e la verdura.
Per cui, con il trascorrere del tempo, questo regime alimentare durissimo potrebbe creare degli scompensi importanti.
Non dimenticare, infatti, che la dieta chetogenica venne creata con uno scopo farmacologico ben preciso e non di certo come percorso dimagrante per soggetti in sovrappeso.
Le controindicazioni della dieta chetogenica
Non vogliamo spaventarti, ma è giusto essere correttamente informati prima di iniziare un qualsiasi percorso dimagrante, soprattutto se si tratta di un regime alimentare poco conosciuto e fortemente sbilanciato.
Le controindicazioni legate alla dieta chetogenica sono:
- disturbi gastrointestinali (diarrea, stitichezza, nausea o reflusso gastroesofageo),
- dislipidemia (elevata concentrazione di lipidi – grassi – nel sangue),
- aumento del colesterolo LDL,
- trigliceridi alti o bassi a seconda del soggetto,
- ipoglicemia (calo degli zuccheri) nella settimana iniziale,
- alterazioni metaboliche o elettrolitiche (per esempio un calo del sodio, del magnesio o del selenio),
- deficit di alcune vitamine,
- chetoacidosi,
- deficit di carnitina,
- neutropenia,
L’ipoglicemia colpisce circa una persona su quattro, soprattutto se l’inizio della dieta è eccessivamente brusco. L’ipoglicemia, se lieve, può procurare stanchezza e nervosismo, ma nei casi più gravi, anche una perdita dei sensi.
La chetoacidosi è molto più rara. Si manifesta con l’acidificazione del sangue indotta dai chetoni.
La neutropenia, invece, è la responsabile circa il calo dei neutrofili: una tipologia di globulo bianco. Tuttavia, questo riscontro non sembrerebbe esporre il soggetto a un maggior numero di infezioni.
Quindi, possiamo sostenere che la dieta chetogenica è un approccio nutrizionale impegnativo e sarà bene non fare di testa propria perché potrebbe diventare davvero pericoloso.
Vittimi del marketing?
Sarebbe assurdo affermare il contrario: il marketing ci influenza e le pubblicità continue, a volte, non ci fanno ragionare lucidamente. Noi non vogliamo di certo demonizzare il mondo pubblicitario: esiste da secoli ed è utilissimo per tantissimi aspetti. Però c’è da dire che, quando si tratta di salute, bisogna ponderare molto bene ogni singola scelta.
Esistono tantissime diete, vedi quella mediterranea, per esempio. Un regime alimentare sano, variegato e ricco di pietanze gustose.
E allora perché scegliere una dieta come quella chetogenica? Perché privare l’organismo così tanto?
Banalmente, il motivo è uno: dimagrire tanto in poco tempo.
In realtà, però, il problema è un altro. Sul lungo periodo – e questo ce lo raccontano gli studi clinici – le persone si stancano di queste restrizioni eccessive e diventa frustrante.
