Il diabete è una patologia alquanto comune e, purtroppo, può colpire tutti, indipendentemente dall’età. Una buona prevenzione parte soprattutto dalla tavola: cosa sarà meglio evitare e cosa, invece, possiamo mangiare?


Inoltre, come accorgersi di avere il diabete?
Questi e molti altri sono i quesiti che affronteremo in questo articolo.
Che cos’è il diabete
Il diabete mellito è una malattia caratterizzata da un’eccessiva quantità di zucchero (glicemia) nel sangue. È una patologia cronica non contagiosa, non ereditaria e piuttosto comune.
Il diabete viene definito “mellito” perché lo si vuole differenziare da quello che, invece, viene chiamato “insipido”. Quest’ultimo è caratterizzato da una diuresi eccessiva accompagnata anche da una sete insaziabile.
Il diabete è una malattia complessa, in quanto, è sostenuta da tante alterazioni e fattori. Viene, infatti, definito “malattia multifattoriale”.
Per verificarne la presenza sarà necessario procedere con un semplice prelievo del sangue (un parametro di controllo è l’emoglobina glicata).
Di conseguenza, un miglior risultato implica una riduzione della mortalità delle pazienti, ma anche degli effetti collaterali delle cure. Non dover ricorrere, ad esempio, alla chemioterapia non è cosa da poco.
Cosa scaturisce la nascita e lo sviluppo del diabete
Le cause che concorrono allo sviluppo del diabete sono tutte riconducibili ad un mal funzionamento dell’insulina. Un ormone, questo, secreto nel pancreas dalle cellule beta delle isole di Langerhans (unità morfofunzionali del pancreas endocrino).
L’insulina permette al glucosio di entrare nelle cellule per poi trasformarlo in energia: necessaria al corpo umano per affrontare al meglio le giornate.
Se però la quantità di cellule beta dovesse diminuire o smettere di funzionare a dovere, di conseguenza, anche la produzione di insulina subirà una drastica riduzione.
E, dunque, la glicemia tenderà ad aumentare il suo valore.
I fattori di rischio
Esistono dei fattori di rischio ben precisi e sarà bene tenerne conto.
Un esempio fra tutti è l’obesità, così come un eccessivo sovrappeso. Non dimentichiamoci nemmeno che, uno stile di vita troppo sedentario, può concorrere anch’esso all’insorgenza del diabete.
Ma anche l’ipertensione, livelli bassi di HDL (colesterolo buono) nel sangue e livelli alti di trigliceridi.
Tipologie di diabete
Esistono tre tipi di diabete: di tipo 1, di tipo 2 e gestazionale.
Il diabete di tipo 1 è autoimmune, in quanto, per via di un malfunzionamento legato al sistema immunitario, le cellule beta vengono riconosciute come estranee. Di conseguenza, vengono aggredite e distrutte dalle difese immunitarie.
Questa tipologia di diabete insorge già durante l’infanzia o nei primi anni dell’adolescenza.
Il diabete di tipo 2 è il più comune in età adulta. Si sviluppa, dunque, un malfunzionamento delle cellule beta o l’insulino-resistenza.
Infine, il diabete gestazionale si presenta durante la gravidanza e, anche in questo caso, si manifesta l’insulino-resistenza. Gli sconvolgimenti ormonali provocano una ridotta sensibilità delle cellule nei confronti dell’insulina.
La glicemia elevata durante la gravidanza può causare una crescita eccessiva del feto con aumento anomalo di dimensioni e peso, ma anche un rischio di ipoglicemia nel neonato.
I feti esposti ad alti livelli glicemici hanno un rischio maggiore di sviluppare il diabete di tipo 2 durante tutto l’arco della loro vita.
Quali sono i sintomi del diabete
Purtroppo, a differenza di altre patologie, il diabete è una “malattia silenziosa”, ovvero, non dà alcun sintomo o particolare fastidio. Normalmente, si scopre di essere affetti da diabete quando si fa un esame del sangue e si controllano i livelli di glicemia.
Solamente in alcuni rari casi di diabete di tipo 2 – quando cioè i livelli di zucchero nel sangue sono ormai altissimi – potrebbero manifestarsi dei sintomi, quali:
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necessità di urinare spesso,
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aumento della sete,
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stanchezza eccessiva,
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vista annebbiata,
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calo di peso importante e non dovuto a diete,
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aumento della fame,
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lenta guarigione di eventuali ferite,
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intorpidimento delle dita dei piedi,
Questi sintomi non devono essere sottovalutati, soprattutto se il paziente in questione è un bambino. La prima cosa da fare è quella di misurare la glicemia nel sangue e, se i parametri non sono corretti, sarà necessario rivolgersi immediatamente ad una struttura ospedaliera al fine di iniziare, quanto prima, la giusta cura ed evitare, così, complicanze (come quello del coma).
Cos’è la chetoacidosi diabetica
Quando si ha una diminuzione o una mancanza assoluta di insulina, aumenta la concentrazione di zucchero nel sangue perché, quest’ultimo, non riesce a penetrare nelle cellule.
L’organismo, a questo punto, dovrà “escogitare” nuove metodiche per produrre energia. Inizia dunque a bruciare grassi, ma facendo ciò crea anche dei prodotti di scarto, ovvero, i corpi chetonici. I quali, accumulandosi, diventano nocivi. Di conseguenza, in questa fase, il glucosio viene eliminato con le urine senza poter essere utilizzato per produrre energia.
Si manifesta un aumento del bisogno di urinare e anche il peso corporeo subisce un calo importante. Pur mangiando adeguatamente, l’organismo non riesce a trattenere le sostanze nutritive necessarie, né tantomeno, l’acqua.
La chetoacidosi diabetica ha bisogno di immediata assistenza medica.
Il diabete è ereditario?
A differenza di quanto si potrebbe pensare, il diabete non è ereditario. Non viene cioè inevitabilmente tramandato alle generazioni successive. Tuttavia, però, quando si hanno dei parenti stretti affetti da diabete, si è maggiormente esposti al rischio di tale patologia rispetto, invece, a chi non ne ha.
Cosa non mangiare se si è affetti da diabete
Quando pensiamo a una dieta studiata per un diabetico, la prima cosa che ci viene in mente è, giustamente, la riduzione circa l’assunzione degli zuccheri semplici. Quest’ultimi li ritroviamo nei dolci, nelle caramelle, nei dolciumi e così via.
Tuttavia, però, non è così semplice e scontato.
Gli zuccheri sono presenti in tantissimi cibi: pensiamo, per esempio, alla frutta. Cachi e fichi non sono indicati per chi è affetto da diabete perché si tratta di una tipologia di frutta troppo zuccherina.
Se assunti, infatti, la glicemia subirebbe un picco troppo rapido.
Vanno anche limitati tutti quei cibi che hanno un elevato contenuto di colesterolo proveniente dal mondo animale. Stiamo ovviamente parlando di formaggi (soprattutto quelli stagionati) e delle carni rosse. Un paio di porzioni alla settimana sarà più sufficiente.
La dieta di un diabetico deve essere sempre correttamente equilibrata e non devono mancare (nelle corrette quantità): proteine, grassi (meglio se di origine vegetale) e carboidrati (aumentano il livello di glucosio nel sangue ma sono essenziali).
Zuccheri e bevande zuccherate vanno eliminati.
Non dimenticarti mai delle vitamine e dei sali minerali.
Possiamo dunque affermare che: per un diabetico non ci sono cibi assolutamente vietati, piuttosto, pietanze da consumare con attenzione e moderazione.
Quante calorie dovrebbe assumere un diabetico
Chiaramente, tutto dipende dal peso di partenza. Se il soggetto ha un peso corretto e quindi non ha la necessità di dimagrire ma solamente di tenere a bada il diabete, le calorie giornaliere suggerite oscillano tra le 1800 e le 2000.
Questo è un dato approssimativo: ogni paziente è a sé e ha bisogno di essere seguito da un medico, il quale valuterà lo stile di vita e tanti altri parametri fondamentali.
