L’allattamento al seno rappresenta uno dei momenti più belli e intimi nella vita di una donna. Ma soprattutto, questo tenero gesto materno permetterà al neonato di crescere sano e forte.

Durante l’allattamento, oltre a nutrire il proprio bambino, si instaura con quest’ultimo un profondo legame che durerà per sempre.

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In questo articolo ti daremo dei consigli utili che ti aiuteranno durante questa nuova meravigliosa fase della vita. Scopriamoli assieme.

L’allattamento materno

L’allattamento al seno è un gesto d’amore incondizionato. Il latte materno permette al neonato di crescere e gli garantisce uno sviluppo adeguato.

Questo alimento, oltre a essere totalmente naturale, è ricco di nutrienti, aiuta le difese immunitarie e favorisce lo sviluppo intestinale del bimbo.

Ma i benefici prodotti dall’allattamento coinvolgono anche la mamma: la proteggono dal tumore al seno, alle ovaie e dall’osteoporosi.

Come iniziare al meglio la fase dell’allattamento

Iniziare l’allattamento “col piede giusto” è di fondamentale importanza per tutta una serie di motivazioni. La prima, senza ombra di dubbio, riguarda proprio lo stress. Se tale processo fisiologico inizia bene, mamma e bimbo saranno più sereni. E già questo è un primo punto da non sottovalutare.

Per iniziare bene l’allattamento è consigliato il contatto “pelle a pelle”, in quanto, serve per stimolare il neonato ad attaccarsi in autonomia al seno della madre. Il primo attacco deve avvenire entro i primi 60 minuti dal parto, anche se, è consigliato non superare i primi 30. Le stesse linee guida ufficiali ci confermano tali tempistiche.

Questo lasso di tempo andrebbe sempre rispettato perché, così facendo, si stimolano le competenze del neonato.

Non bisogna, inoltre, pretendere che il primo attacco al seno sia perfetto e fili liscio senza imprevisti. È importante dare al bambino la possibilità di sperimentare questa nuova situazione e rispettare le sue tempistiche.

Ogni ospedale ha le proprie “regole”

Bisogna poi tenere conto di un dato molto importante: ogni ospedale ha le proprie regole e tempistiche. Non è detto che tutte le strutture riescano a rispettare i 60 minuti e, in questo caso, purtroppo, c’è poco da fare.

Quindi, quando ciò succede, il consiglio che ti diamo è quello di recuperare il contatto “pelle e pelle” con il tuo bimbo appena possibile. Adagialo sopra il tuo petto nudo e vedrai che, per istinto, lui cercherà di attaccarsi al seno.

Un buono attacco al seno

Per avviare bene l’allattamento bisogna curare tantissimo l’attacco al seno. Se l’attacco è buono in tutto il suo complesso, l’allattamento andrà a buon fine.

Quest’ultimo viene spesso sottovalutato e, purtroppo, è sbagliato. Se il bambino non si attacca correttamente, non solo non riuscirà a nutrirsi bene, ma anche lo stesso seno non verrà stimolato e, dunque, faticherà nel produrre la giusta quantità di latte.

Quando si parla di attacco al seno non ci si riferisce solo alla bocca del neonato ma anche alla sua posizione, al braccio della mamma, il tipo di poppata e molti altri fattori.

Scopri l’allattamento già in gravidanza

L’allattamento sarà per te un momento intenso e dolce che non dimenticherai mai più. Non viverlo come un “dovere da neo-mamma”, piuttosto, concepiscilo come un dono: grazie alla natura umana, potrai nutrire tuo figlio e imparare a conoscerlo nel più profondo.

Ma per far ciò, ti consigliamo di porre molta attenzione all’informazione. Già durante la gravidanza è fondamentale che, tu, mamma, possa raccogliere quante più informazioni possibili. Anche il confronto con altre mamme, per esempio, è importantissimo.

Troppo spesso, erroneamente, si pensa che la fase dell’allattamento sia una cosa del tutto naturale e istintiva e, in parte, lo è. Tuttavia, durante i mesi della gravidanza viene spesso consigliata la lettura di libri che trattano proprio di allattamento.

Esplora, quindi, questa “nuova realtà” già a partire dai primi mesi di gravidanza.

Se hai bisogno, chiedi aiuto

Non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto. Per cui, difronte a una problematica, chiedi subito un parere all’ostetrica o alla figura professionale che maggiormente ti è stata vicina durante i mesi della gravidanza.

L’aiuto, però, diventa efficace se alla base c’è una conoscenza, perché sennò, nel momento stesso in cui ti troverai davanti a una problematica, sarà più complesso. Oltre a capire cosa fare, dovrai anche cercare di memorizzare quanto spiegato.

Il nostro consiglio, dunque, è quello di alleggerire quanto più possibile il post-partum che, già di per sé, è molto impegnativo.

Lascia fare al bambino e non imporre nulla

Ultimissimo consiglio: lascia fare al bambino e non imporgli nulla. A volte ti potrebbe venire naturale aiutarlo o “accompagnarlo” durante l’allattamento. Questo lo comprendiamo perché è un gesto che arriva spontaneo.

Ad ogni modo, se il bambino non presenta alcuna problematica, è meglio lasciarlo fare e sperimentare da solo. Così facendo, si attaccherà al seno anche ogni ora finché non arriva la montata lattea.

Quando il bimbo percepirà che il suo stomaco è ricco di latte, comincerà ad aspettare un pochino di più tra una poppata e un’altra.

Se invece si è difronte a una condizione patologica e quindi ad una problematica, il bambino potrebbe essere letargico e tenderà ad attaccarsi al seno molto meno rispetto alla reale necessità. In questo caso, sarai tu, mamma, a doverlo svegliare ogni due ore per provare ad attaccarlo al seno. Inoltre, ricorda anche di stimolare tu stessa il petto in modo da facilitare la montata lattea.