Ad oggi, fortunatamente, di depressione post-partum se ne parla molto. In tv, ma anche sui social, la sensibilizzazione verso tale patologia è sempre più presente e, questo, è molto importante.


Se ne deve parlare senza paura o timori perché solo riconoscendo la presenza di una problematica la si può affrontare.
Prima di parlare di depressione post-partum parliamo di gravidanza
Il periodo che va dal concepimento sino a dopo il parto, rappresenta, nella vita di una donna, una fase molto delicata.
Da un punto di vista medico l’esperienza della maternità consiste in una metamorfosi biologica, neuroendocrina, psicologica e fisica.
La gravidanza non ci cambia solo a livello fisico, ma anche, e soprattutto, a livello emotivo. Le circa 41 settimane di attesa non sono sufficienti per accettare una trasformazione così tanto importante.
Non saremo più un’entità unica, piuttosto, saremo un tutt’uno con il bambino che avrà vita.
Lo stesso all’allattamento necessita di tempo. Per quanto questo gesto possa essere la cosa più naturale del mondo, non sempre si rivela semplice. I consigli e i supporti sono fondamentali, però, è anche altrettanto importante rispettare sempre le volontà della neo mamma.
Cosa succede subito dopo il parto
La scarica di ossitocina e adrenalina che si ha avuto durante il parto ci fa sentire delle “wonder woman”, ma una volta tornate a casa dall’ospedale, l’assetto ormonale precipita e il rilascio di altre sostanze avrà il sopravvento.
In particolare, nei primi dieci giorni dopo il parto, si assiste a importanti oscillazioni dell’umore in una percentuale di donne che va dal 50 sino all’80%. Durante questo lasso di tempo si potrebbero sviluppare tendenze al pianto, nervosismo, preoccupazioni eccessive rispetto al neonato, ansia e insonnia.
Nel frattempo, il bambino, come è normale che sia, inizia a manifestare la sua presenza, le sue necessità e richieste. E, per comunicare con la madre, utilizza l’unico metodo che conosce, ovvero, il pianto.
Che cos’è la depressione post-partum
La depressione post-partum si differenzia dal baby blues o maternity blues: quest’ultime sono due condizioni piuttosto transitorie e sono legate alle paure immotivate che si provano nel momento in cui si torna a casa dall’ospedale. E, se non si sviluppano ulteriori problematiche, si risolveranno nell’arco di un mese.
La depressione post-partum, invece, è una condizione clinica persistente che tende ad aggravarsi nell’arco delle settimane e mesi.
Si tratta di un disturbo che inizia in maniera subdola già durante la gestazione per poi manifestarsi con maggiore evidenza nei mesi che seguono il parto.
Gli studi affermano che una sindrome depressiva di questo genere colpisce una percentuale di madri che va dal 10 al 20%.
È una fase estremamente delicata e complessa. Ci si ritrova a vivere un’ondata di emozioni negative: la madre non era preparata a un cambiamento fisico e mentale così tanto grande. Il senso di inadeguatezza al ruolo di madre sovrasta quello che, invece, di bello è successo, ovvero, aver messo al mondo una vita.
Talvolta, nei casi più gravi di depressione post-partum, la madre teme la paura di farsi del male o ti poter far del male al bambino.
Dobbiamo dunque accettare l’idea che esistono delle donne più fragili di altre e, quindi, quest’ultime, hanno maggiori probabilità di andare incontro a una depressione post-partum.
In questi casi è importantissimo che la neo-mamma venga aiutata e riceva un adeguato supporto psicologico.
I fattori di rischio che possono favorire la depressione post-partum
I fattori di rischio sono molti di più di quello che potremmo pensare. Lo sviluppo di tale condizione clinica è molto più frequente in tutte quelle donne che hanno già avuto una precedente diagnosi di depressione, di disturbo bipolare o di disturbo disforico pre-mestruale.
La depressione post-partum potrebbe manifestarsi anche in tutte quelle donne che non hanno mai avuto sintomi depressivi in prima persona, ma che hanno comunque familiarità con la patologia.
Altri elementi di rischio sono:
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l’essere una madre single,
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l’eccessiva giovinezza,
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dipendenza dal fumo,
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avere già altri figli,
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contrasti con il partner,
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esperienza di violenza personale,
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forte stress,
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basso livello culturale,
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basso livello socio-economico
I sintomi della depressione post-partum
È molto importante saper individuare fin da subito le specifiche caratteristiche di questa forma di depressione.
Uno dei sintomi che subito deve essere concepito come campanello d’allarme è l’umore. Quest’ultimo, infatti, in caso di depressione post-partum risulta spesso fluttuante.
Ma, più in generale, oltre agli sbalzi d’umore si presentano anche molti altri disturbi collegati della sfera cognitiva, quali:
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difficoltà di concentrazione,
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disorganizzazione del pensiero,
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sensazione di non comprendere bene quali siano le cose da fare,
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non riuscire a svolgere i compiti, anche più semplici,
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non capire i bisogni del neonato,
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difficoltà a identificarsi nel ruolo di madre,
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inquietanti pensieri di stampo ossessivo,
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timore di perdere il controllo con il neonato,
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aver paura di aggredire il proprio figlio,
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sentirsi private della propria libertà personale,
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rabbia,
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abuso di sostanze,
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violenza su se stessa e verso il partner,
Dunque, siamo difronte a un quadro complesso e impattante sulla salute di tutta la famiglia.
Sarà quindi necessario avvalersi immediatamente di un aiuto specialistico perché, in caso contrario, le conseguenze potrebbero essere nefaste. In particolare, il rischio di suicidio nella depressione perinatale è del 70% superiore rispetto al normale rischio di suicidio della popolazione generale.
Inoltre, una situazione come questa, compromette la relazione madre-bambino per un periodo anche molto lungo.
Del resto, il rapporto con il bimbo ci racconta molto dello stato di salute della madre: quest’ultima può manifestare sia distacchi emotivi ma anche un’ossessiva attenzione.
Altri atteggiamenti preoccupanti sono:
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incuria,
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cure frenetiche e inarrestabili,
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premurosità totalizzante,
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timore di rimanere da sola con il figlio appena nato,
Cosa fare in caso di depressione post-partum
In caso di depressione post-partum sarà fondamentale rivolgersi immediatamente a uno psichiatra per iniziare un percorso terapeutico che includa anche una terapia farmacologica idonea per la paziente. Non deve mancare nemmeno un valido supporto psicologico.
In tutto ciò deve essere inclusa anche la figura del padre. La sua presenza deve essere costante, marcata e attiva. Questa scelta è importante anche, e soprattutto, sul piano psico-educativo per far comprendere bene anche a lui le dimensioni psicologiche del problema.
Sul piano psico-farmacologico, invece, lo specialista può decidere di utilizzare alcuni antidepressivi, oppure, in un futuro prossimo, anche farmaci specifici come una molecola chiamata brexanolone. Quest’ultima rappresenta la forma sintetica di un neuro-ormone presente nel nostro sistema nervoso, l’allopregnanolone (presente nel sangue e nel cervello).
La depressione perinatale, se non curata adeguatamente, comporta una modulazione negativa della relazione madre-bambino con danni dimostrati nello sviluppo cognitivo ed emotivo.
Esiste un neonato ma anche una madre
Le persone che gravitano attorno alla madre tendono a concentrarsi solo ed esclusivamente sul neonato. Questa abitudine è sbagliata: tra i protagonisti della nascita, dobbiamo sempre tenere a mente, c’è anche una mamma.
Oltre ad aver “prestato il corpo” alla nascita di un bambino è anche colei che se ne sta prendendo cura.
Questo meccanismo molto delicato può scaturire tutta una serie di risposte a cui si deve dare il giusto peso e mai si deve banalizzare una eventuale situazione di disagio.
Non vergognarti di chiedere aiuto
Le reti di supporto sono fondamentali. Se percepisci che c’è qualcosa che non va, parlane con il tuo compagno o con un familiare. E, qualora questo non bastasse, ricordati che uno psicologo, ma anche la tua ostetrica, possiedono quegli strumenti giusti che potrebbero farti stare meglio.
Già solamente con una prima chiacchierata è possibile comprendere se si tratta di una questione fisiologica che terminerà di lì a breve o, se invece, si tratta di depressione post-partum (psicosi puerperale).
La depressione post-partum è una patologia che deve essere tutelata e protetta in maniera repentina e supportata con l’aiuto di professionisti.
