Il morbo di Crohn è una patologia invalidante che colpisce circa 135 persone su 100.000. Ma di cosa si tratta? Esiste una valida cura?


Nell’approfondimento che segue risponderemo a molti quesiti, ma ti anticipiamo che, purtroppo, alcuni aspetti della malattia, ad oggi, non sono ancora del tutto chiari.
- Cos’è il morbo di Crohn
- I primi sintomi del morbo di Crohn
- I sintomi extraintestinali
- Le complicazioni del morbo di Crohn
- Ma quali sono le cause del morbo di Crohn?
- Fattori ambientali protettivi: quali sono?
- Quando recarsi dal proprio medico
- Come diagnosticare il morbo di Crohn
- Una cura per il morbo di Crohn
- Alimentazione e morbo di Crohn
- L’alimentazione: un’ottima forma di prevenzione
Cos’è il morbo di Crohn
Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica, talvolta violenta, generata dalla mucosa del tratto digerente e alterna fasi assai acute e periodi di remissioni.
Questa patologia coinvolge l’intestino e tutto il tratto digerente, (dalla bocca all’ano), ma gli organi maggiormente colpiti sono l’ultimo tratto dell’intestino tenue e il colon.
Il processo infiammatorio si sviluppa all’interno del lume intestinale e, solo successivamente, si diffonde a tutto spessore lungo la parete intestinale.
Il morbo di Crohn accompagna il paziente per tutta la vita e, purtroppo, non esiste una cura in grado di debellarlo completamente. Conviverci non è semplice e intervenire tempestivamente è l’unica scelta possibile.
I primi sintomi del morbo di Crohn
Questa forte infiammazione, inizialmente, non è chiara: si percepiscono dei sintomi sfumati e di difficile collocazione. Vedi per esempio il dolore addominale o episodi di diarrea.
È complesso identificare il morbo di Crohn perché questi sintomi sono piuttosto comuni anche ad altre patologie: una fra tutte la gastroenterite.
I sintomi extraintestinali
Come abbiamo detto, il morbo di Crohn coinvolge l’intestino, ma talvolta si presentano anche sintomi extraintestinali, quali:
- febbre,
- afte orali,
- anemia,
- arrossamenti della pelle,
- dolori articolari,
- infiammazione degli occhi,
Le complicazioni del morbo di Crohn
Col proseguire della malattia possono formarsi degli ascessi e delle fistole, ovvero, delle aperture dell’intestino verso l’esterno (altri organi). Questo rischio comporta delle gravissime infezioni.
Un’altra possibile complicazione è la stenosi, ovvero, il restringimento dell’intestino con conseguente blocco intestinale. In questi casi, il dolore è fortissimo e, talvolta, è accompagnato da febbre.
Nei casi più gravi, al fine di evitare di sovraccaricare l’intestino, si arriva anche alla nutrizione parenterale.
Ma quali sono le cause del morbo di Crohn?
Quello che sappiamo con certezza è che si tratta di una malattia infiammatoria. Per quanto riguarda invece le cause, non si hanno ancora le idee chiare.
Alla base di tutto vi è una reazione anomala e non corretta del sistema immunitario, ma anche del microbiota intestinale. Bisogna tenere poi in considerazione anche la predisposizione genetica di ognuno di noi.
Inoltre, la letteratura scientifica ci propone tantissimi casi-studio e, grazie a quest’ultimi, possiamo stabilire delle attendibili correlazioni tra i fattori ambientali e questa patologia.
Determinate scelte di vita influiscono negativamente sulla salute:
- stile di vita di stampo occidentale,
- eccessiva sedentarietà,
- alimentazione ricca di cibi ultra-processati, grassi e zuccheri raffinati,
- uso prolungato di antibiotici (soprattutto nei primissimi anni di vita),
- fumo (anche passivo),
Fattori ambientali protettivi: quali sono?
Dopo aver elencato le abitudini scorrette che potrebbero contribuire allo sviluppo del morbo di Crohn, non dimentichiamoci che esistono anche i fattori ambientali protettivi, ovvero, quelle scelte sane che influiscono positivamente, come:
- stile di vita rurale,
- convivere con uno o più animali domestici,
- allattamento al seno,
- alimentazione sana ed equilibrata,
Quando recarsi dal proprio medico
Quando la nostra salute sembra vacillare, recarsi da un medico è fondamentale. Ricordati inoltre che, le tempistiche di intervento, in ogni caso, sono sempre determinanti.
Nella fattispecie del morbo di Crohn, questi sono dei campanelli d’allarme molto importanti:
- 4 settimane (o più) di diarrea persistente che si intensifica nelle ore notturne,
- dolore addominale,
- perdita di peso improvvisa e non giustificata,
- sangue nelle feci,
Come diagnosticare il morbo di Crohn
Per ottenere una diagnosi certa e sicura, è necessario intraprendere un percorso di cura con il proprio medico specialista. Quest’ultimo si avvale della valutazione dei sintomi e degli esami clinici.
Le prime indagini cliniche saranno le analisi del sangue e delle feci. Con questi primissimi risultati si potrà già avere una minima idea del tuo quadro clinico.
Si passerà poi alle indagini strumentali:
- ecografia addominale con valutazione delle anse intestinali (permette di valutare in modo non invasivo lo stato della parete intestinale),
- colonscopia (utile per osservare lo stato della mucosa intestinale, ma anche per prelevarne piccoli campioni da analizzare),
- risonanza magnetica con mezzo di contrasto (fondamentale per localizzare l’infiammazione, ma consigliata anche per valutare eventuali complicazioni),
Una cura per il morbo di Crohn
Purtroppo, per questa patologia non esiste una cura definitiva, tuttavia però, è possibile tenere sotto controllo l’infiammazione e i fastidi a essa correlati.
Esistono svariate classi di farmaci che possono aiutare il paziente a convivere meglio con la malattia: i cortisonici come il prednisone o gli aminosalicilati come la mesalazina.
I farmaci immunosoppressori come il metotrexato (bloccano i globuli bianchi attivati) vengono consigliati quando le terapie cortisoniche non rispondono positivamente.
Oppure, ancora, il medico può avvalersi dei farmaci biotecnologici: quindi, anticorpi monoclonali. Quest’ultimi bloccano specifiche molecole nella cascata dell’infiammazione.
Sarà lo specialista a “costruire”, in base al quadro clinico del paziente, la cura farmacologica più adeguata. A sua discrezione, potrà prescrivere anche antibiotici e antidolorifici da assumere all’esigenza.
Alimentazione e morbo di Crohn
Coloro che sono affetti dal morbo di Crohn devono porre molta attenzione alla loro alimentazione. Nelle fasi di remissione e per prevenire le riacutizzazioni, sarà bene preferire cibi che non aumentino l’infiammazione intestinale.
Per esempio:
- carni bianche,
- olio d’oliva,
- ortaggi e frutta contenenti fibre solubili (patate, carote, pera, mela…),
Evita o limita fortemente:
- carni rosse,
- insaccati,
- salumi,
- latticini,
- bevande zuccherate,
- succhi dolci,
- dolci industriali come le classiche merendine,
- alcolici di ogni tipo,
- caffè,
La frutta, la verdura (meglio se cruda) e i legumi, invece, possono essere consumati ma sarà il tuo nutrizionista o dietologo a suggerirti le quantità e le porzioni giornaliere corrette.
L’alimentazione: un’ottima forma di prevenzione
Non esiste un cibo specifico in grado di provocare il morbo di Crohn. Tuttavia, la prevenzione parte proprio dalla tavola: un’alimentazione poco sana è fortemente dannosa per la salute.
Coloro che consumano troppi cibi processati, ricchi di zuccheri raffinati, grassi idrogenati e proteine animali, hanno un rischio maggiore di contrarre la malattia.
Si è riscontrato infatti che, nei pazienti che consumano cibo da fast food almeno due volte a settimana, il rischio di sviluppare il morbo di Crohn è più alto.
