Assieme alla farmacista Maria Chiara Lappon, nell’articolo che segue, andremo ad approfondire che cos’è il gastroprotettore e quali sono le sue funzioni.

Ma soprattutto, cercheremo di capire quando è bene assumerlo e quando, invece, non è assolutamente indicato.
Qual è la funzione del gastroprotettore e quando viene suggerita la sua assunzione?
gastroprotettori rappresentano una classe di farmaci che ha come obiettivo l’abbassamento dell’acidità del nostro stomaco: portano, infatti, il ph di quest’ultimo da 3, quindi molto acido, a circa 5, quasi neutro. In questo modo, l’acidità prodotta dallo stomaco viene inibita riducendo, così, il rischio di danneggiamento della mucosa.
I gastroprotettori riducono, quindi, l’insorgenza di ulcere gastriche e aiutano la riparazione della mucosa in caso di gastriti o reflusso.
Il loro utilizzo viene suggerito in presenza di ulcera gastrica, reflusso gastro esofageo, gastriti e in presenza di Helicobacter pylori.
Inoltre, si consiglia l’assunzione del gastroprotettore anche quando vengono prescritte terapie farmacologiche di lunga durata che prevedono l’assunzione di farmaci cortisonici o antinfiammatori. In caso contrario, quest’ultimi, potrebbero, col tempo, danneggiare la parete stessa dello stomaco.
Quando, invece, non deve essere assunto?
Negli ultimi anni abbiamo notato un aumento spropositato dell’utilizzo dei gastroprotettori. Nell’immaginario comune, infatti, non sono considerati dei veri e propri farmaci, ma solo dei “salva stomaco” da assumere assieme ad altre pasticche.
In realtà, non è proprio così. I gastroprotettori non sono indicati in caso di terapie antibiotiche (in questo caso, la modifica dell’acidità dello stomaco potrebbe, anzi, ridurre l’assorbimento e quindi l’efficacia del farmaco stesso) e terapie a base di antiinfiammatori di breve durata (4-5 giorni). Inoltre, molti dei farmaci oggi in commercio non danneggiano la mucosa dello stomaco, per cui, anche se il paziente deve assumere molti farmaci al giorno, non è detto che il gastroprotettore sia necessario. Ogni terapia farmacologica deve essere analizzata attentamente prima di valutare o meno anche l’assunzione di quest’ultimo.
Concludo quindi dicendo che i gastroprotettori sono dei veri e propri farmaci che devono essere utilizzati solo se consigliati dal proprio medico e con criterio.
L’abuso o l’uso sbagliato possono creare solo dei danni.
Il gastroprotettore è compatibile con qualsiasi cura farmacologica?
No, il gastroprotettore deve essere assunto solo in determinate situazioni o assieme a determinati farmaci. Un esempio potrebbe essere l’utilizzo cronico di acido acetilsalicilico o in caso di cure lunghe con cortisonici o antinfiammatori (es: nell’artrite).
Quando il medico può suggerire di interrompere la somministrazione del gastroprotettore?
Il medico può suggerire, nei casi di gastrite o reflusso, di interrompere la cura durante alcuni mesi dell’anno in cui i sintomi di queste patologie sono meno aggressivi (in particolare in inverno e in estate).
La sua assunzione deve essere interrotta gradualmente, scalando cioè il farmaco per aiutare lo stomaco a ristabilire la sua acidità in maniera graduale.
Può essere assunto per sempre?
Può essere assunto per sempre solo nel caso di terapie croniche con farmaci gastrolesivi. Tenendo però sempre sotto controllo eventuali disturbi o effetti collaterali.
Deve essere prescritto da un medico?
Deve obbligatoriamente essere prescritto da un medico e la terapia deve essere seguita in maniera corretta.
Si potrebbero manifestare eventuali effetti collaterali?
Si, i principali effetti collaterali potrebbero riguardare l’intestino. I gastroprotettori, infatti, possono essere responsabili di scariche frequenti e crampi.
Inoltre, l’assunzione scorretta può portare a riduzione dell’assorbimento di altri farmaci e ridurne, quindi, l’efficacia.
Ringraziamo nuovamente la dottoressa Lappon per averci concesso questa interessante intervista.
gastroprotettori rappresentano una classe di farmaci che ha come obiettivo l’abbassamento dell’acidità del nostro stomaco: portano, infatti, il ph di quest’ultimo da 3, quindi molto acido, a circa 5, quasi neutro. In questo modo, l’acidità prodotta dallo stomaco viene inibita riducendo, così, il rischio di danneggiamento della mucosa.
I gastroprotettori riducono, quindi, l’insorgenza di ulcere gastriche e aiutano la riparazione della mucosa in caso di gastriti o reflusso.
Il loro utilizzo viene suggerito in presenza di ulcera gastrica, reflusso gastro esofageo, gastriti e in presenza di Helicobacter pylori.
Inoltre, si consiglia l’assunzione del gastroprotettore anche quando vengono prescritte terapie farmacologiche di lunga durata che prevedono l’assunzione di farmaci cortisonici o antinfiammatori. In caso contrario, quest’ultimi, potrebbero, col tempo, danneggiare la parete stessa dello stomaco.
Quando, invece, non deve essere assunto?
Negli ultimi anni abbiamo notato un aumento spropositato dell’utilizzo dei gastroprotettori. Nell’immaginario comune, infatti, non sono considerati dei veri e propri farmaci, ma solo dei “salva stomaco” da assumere assieme ad altre pasticche.
In realtà, non è proprio così. I gastroprotettori non sono indicati in caso di terapie antibiotiche (in questo caso, la modifica dell’acidità dello stomaco potrebbe, anzi, ridurre l’assorbimento e quindi l’efficacia del farmaco stesso) e terapie a base di antiinfiammatori di breve durata (4-5 giorni). Inoltre, molti dei farmaci oggi in commercio non danneggiano la mucosa dello stomaco, per cui, anche se il paziente deve assumere molti farmaci al giorno, non è detto che il gastroprotettore sia necessario. Ogni terapia farmacologica deve essere analizzata attentamente prima di valutare o meno anche l’assunzione di quest’ultimo.
Concludo quindi dicendo che i gastroprotettori sono dei veri e propri farmaci che devono essere utilizzati solo se consigliati dal proprio medico e con criterio.
L’abuso o l’uso sbagliato possono creare solo dei danni.
Il gastroprotettore è compatibile con qualsiasi cura farmacologica?
No, il gastroprotettore deve essere assunto solo in determinate situazioni o assieme a determinati farmaci. Un esempio potrebbe essere l’utilizzo cronico di acido acetilsalicilico o in caso di cure lunghe con cortisonici o antinfiammatori (es: nell’artrite).
Quando il medico può suggerire di interrompere la somministrazione del gastroprotettore?
Il medico può suggerire, nei casi di gastrite o reflusso, di interrompere la cura durante alcuni mesi dell’anno in cui i sintomi di queste patologie sono meno aggressivi (in particolare in inverno e in estate).
La sua assunzione deve essere interrotta gradualmente, scalando cioè il farmaco per aiutare lo stomaco a ristabilire la sua acidità in maniera graduale.
Può essere assunto per sempre?
Può essere assunto per sempre solo nel caso di terapie croniche con farmaci gastrolesivi. Tenendo però sempre sotto controllo eventuali disturbi o effetti collaterali.
Deve essere prescritto da un medico?
Deve obbligatoriamente essere prescritto da un medico e la terapia deve essere seguita in maniera corretta.
Si potrebbero manifestare eventuali effetti collaterali?
Si, i principali effetti collaterali potrebbero riguardare l’intestino. I gastroprotettori, infatti, possono essere responsabili di scariche frequenti e crampi.
Inoltre, l’assunzione scorretta può portare a riduzione dell’assorbimento di altri farmaci e ridurne, quindi, l’efficacia.
